Lele che non è morto neanche una volta

Classe 1945, nipote di Emma Piscopiello1 (a sinistra), Lele ha fatto per Arno&Dintorni un viaggio nel suo passato di bambino di Ambra nell’immediato dopoguerra, ricostruendo la vicenda personale sua e dei  suoi coetanei quando gli extraterrestri atterravano a Cennina in cerca di calze di nylon, le donne lavavano i panni al fiume, le galline pigolavano libere nello stadio, il pane si cuoceva in comune, la televisione ancora non c’era ed i giochi erano demolire a sassate i ‘fortini’ e le teste di quelli di Badia a Ruoti, San Martino e Duddova oppure andare a pesca nell’Ambra in scenari che oggi fanno accapponare la pelle ma che a loro, ai bambini della Valdambra di settant’anni fa, non li ha fatti morire “neanche una volta”.
Il viaggio nella memoria di Lele è durato un paio d’ore, l’estratto che segue – dieci minuti – è dedicato all’Ambra di quegli anni ed a ciò che vi succedeva dentro e fuori. Le foto che accompagnano il racconto provengono dai ricchi album fotografici del raccontatore.

1 Figura molto importante nel panorama culturale di Ambra nei primi decenni del ‘900.

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